Mese: Giugno 2008

Fuoco in dono

Atavico sangue si sveglia improvvisamente ed e’ ritorno di cellule dormienti, flusso impetuoso di ricordi e passate energie quando essere dei era facile come costruire mondi e universi.Spazio, spazio di citta’ solo immaginata, pareti spoglie e luce abbagliante da finestroni affogati nel sole.Musica come assoluto, musica come se non esistesse altro, musica che amplifica sensi…


Esposizione Universale

Il materiale e’ mezzo, veicolo e tramite, lasciarsi soggiogare e’ obbligo, dondolarsi tra interrogativi e certezze piacevole svago, mutevole stupore dall’alto e incisivo profilo, come scatola giochi rovesciata su freddo pavimento, terra d’esplorazione e scoperta.Fantasmi d’altrettanto concreta materia aleggiano innanzi ai miei occhi e sono sempre sul punto di cogliere qualcosa che non mi pare…


Tutto cio’ che sta fuori

Inaspettato, inaspettato risvolto di qualcosa che qui e’ difficile trovare, individuare, concepire, ascoltare, sentire forse, almeno un poco.E’ come vedere attraverso vetri traslucidi, superfici meravigliose, in qualche modo deformanti, realta’ non esattamente uguale a quanto si percepisce oltre la trasparente separazione ed e’ visione e visuale alternativa, filtro che manifesta e rivela, dettagli svelati con…


Lunghi lati del recinto

Gioco di sguardi, scambio di posizioni, attrito nullo e scivolare e’ un po’ volare in cieli terreni, persino sotterranei, malcelati sentieri, inespressi percorsi come se liberta’ fosse reale, come se liberta’ non chiamasse nome di ennesima gabbia, funzionale via di fuga e non parola grande, piena, opulenta, enfatica.Ho visto il cristallo impuro e attraverso esso…


Dissolvenza

Attesa, volonta’ laterale, soffio e turbamento d’ignota sostanza, di angosciosa presenza.Desiderio e orrore come se si potesse decidere di ogni istante, di ogni istanza, del proprio destino nell’io mondo, io cosmo, io tempo e universale tutto, giovane illusione, sempre meno illusione, sempre meno giovane eppure sindrome che non lascia spazio all’idiozia della consapevolezza, al cerchio…


Modello delle cose

C’era gelida steppa, ghiaccio e vento d’atavico terrore, c’era umanita’ sconosciuta, solo narrata, solo inventata, solo immaginata e non ricordo bene, ombre, sfumature, parole, tante parole alle quali ho innocentemente creduto.Ci sara’ mare, plastico ed illusorio oppure carnoso e volgare ma sara’ mare che si riflette nel sole, che inneggia luna sempre piena, balconi odorosi…


Balconi e luci veloci

Viaggi, viaggi da segnare in un pensiero, lontani una distrazione, gialla fluorescente materia e tutto e’ un attimo, ogni segno una strada da percorrere, un mattone da osservare, lauta ricompensa per sfatare illusione d’onnipotenza, d’autosufficienza, di fine imminente che imminente non e’ se non si vogliono sentire sussurri e grida, antica polvere depositarsi ai piedi…