Grafica

Reticolare

Nulla e\' indivisibile (particelle, particelle, PARTICELLE!) ed ogni scissione genera forza, energia, cuore caldo di stelle e galassie e alla fine, quando la materia e\' lontana, quando cosmica quiete riprende forza nel silenzio si puo\' pensare, finalmente capire, connettere visioni e nozioni, riallacciare i fili di una trama mai veduta e solo intuita e in qualche modo ricostruire migliorando, correggendo, esaltando si esaltando. L\'energia pero\' costa e costa materia e nell\'assenza non mancanza, cio\' che sta dietro entra a far parte dell\'insieme ora nuovo, nuove forme, nuovi colori, intervallo di realta\' in reticolo che cattura differenze per creare uguaglianze. Si puo\' davvero credere che 1 + 1 non risulti 2 ma un 1 piu\' grande...

Parassiti

I parassiti si nutrono di buio e giorni che non sono stati. Si muovono lenti, il tempo e’ loro, non fanno rumore perche’ ascoltano i suoni delle strade gia’ percorse, delle parole dette piano, dei sorrisi e quando non resta piu’ nulla emettono silenzio. Tutto finito, tutto finito, piccolo mantra fatto di guizzi e ricordi eppure amici, sanno consolare e condurre in nuovi posti forse migliori dei precedenti. Paura e rispetto, dolce bisogno di comprensione, inseparabili.

Onirio

C\'e\' chi afferma che i sogni siano incolori, chi esattamente l\'opposto. Sono stato in quei luoghi e li ho confusi con me stesso, ho sentito voci e ho corso nei campi dell\'impossibile e anche questo da qualcuno viene negato. Chi spiega cosa, chi definisce l\'indefinibile, dove posso rintracciare quell\'arcobaleno lontano nello sfumare dell\'orizzonte, nei tramonti troppo illuminati per la notte a seguire. Non c\'e\' punto d\'arrivo eppure il solo osservare mi porta a casa, realizzato e sazio in un punto distante da tutto ma non da cio\' che ritengo sensato che il cosmo debba essere, punto di nulla nella distesa feroce della vita. Vi e\' una specie di trionfo nell\'incompletezza dell\'essere e forse e\' definibile maledizione, forse condanna, forse prezzo di umanita\' piccola e precaria ma se vero sia il destino innanzi a tutti allora limite e\' salvezza, stasi unica corsa possibile.

Dedalo

Dedalo e’ innanzitutto un percorso. Entrata, uscita, direzione; particolari risibili. Del resto anche l’essenza del vivere e’ presente che non si domanda da dove viene e cosa accadra’, in un gioco con unica partita perche’ il prima e il dopo restano ignoti, ininfluenti, altri giochi insomma. Dedalo è la scelta della via mentre attorno scorre la vita. Comunque ordine mentre caos furoreggia ininfluente. E’ come tranquillita’ e’ vera tranquillita’ se gli sforzi compiuti infine declinano su medesima fine. Proprio perche’ dedalo resta senza soluzione, simmetria non e’ risposta ma neppure caos lo e’, ombre sfumate o compatte non aiutano a comprendere cosi’ ci si rifugia nell’estetica alfine sola verita’. La difficolta’ di interpretare il dedalo nasce proprio dalla intrinseca facilita’ concettuale incapace pero’ di interpretare particolari che continuano a sfuggire e senza particolari ogni declinazione implode in se’ stessa lasciando chi osserva solo e spaventato. Meglio aggrapparsi con la mente nella nemica griglia che seppur immobile sa donare sguardo su ignoto. Ora decidersi dove porsi.

Zen

Zen, tra le serie, e\' forse la prima a dare risposte senza domande, a uscire nella luce e con la luce mostrare si inedita rappresentazione ma soprattutto la semplicita\' di visioni laterali delineate da leggeri tratti ai quali basta solo prestare attenzione. Zen e\' equilibrio tra colori e volumi senza pero\' cambiare il senso di un mondo complesso, semmai trovando parole nuove per descriverlo, parole finalmente comprensibili, parole sussurrate ancora una volta da sentire prima di essere comprese.

Altrove

C\'e\' qualcosa di strano la\' fuori, realta\' non certo oggettiva ed ogni passo e\' un mistero insondabile, forse piu\' spaventoso che affascinante. Le idee e i bisogni sono tuta protettiva, casco che avvolge ed attutisce, falsa un raggio di sole tramutandolo in lama affilata e mortale. Noi siamo alieni di razza scomparsa, ed ognuno e\' una razza, ognuno in mondi propri unici ed irriproducibili, terre silenziose fatte di sfumature e non colori. I colori, che sono mai colori senza la visione di altrui occhi, senza impossibile scambio quando protezione e\' armatura. Visione distorta? No, visione unica.

Movimento Particellare

Cio\' che definisce il mio lavoro e\' un concetto: sono forse per questo concettuale o ascrivibile ad un\'arte di tipo concettuale? No. No perche\' nel contesto il concetto illustra ma non spiega. Ricerca e\' su empatia, emozione, sensazione. Conoscere non esalta, semmai potrebbe persino togliere spirito e fremito ma e\' bene non confondere, perche\' se e\' vero che come nell\'arte concettuale senza un concetto si riduce l\'opera alla materia che la compone, anche in questo caso non c\'e\' solo cio\' che si vede, c\'e\' un\'estetica\' dell\'immagine, c\'e\' una plasticita\' di cio\' che la sottende, c\'e\' un\'emozione che resta anche togliendo il soggetto. L\'arte concettuale introduce un principio o comunque definisce una forma altrimenti non contestualizzabile mentre io tolgo il soggetto, meglio adopero il concetto per poter togliere il soggetto, riconducendomi quindi a un\'esperienza di tipo suprematista, dove cio\' che resta e\' un\'energia senza corpo generatore. L\'apperente assenza di un tema o se vogliamo di un filo conduttore, e\' messa ancor piu\' in evidenza dagli scritti proprio perche\' li\' tutto il meccanismo e\' allo scoperto. Seppur esplicitamente celato dal testo, il protagonista e\' presente, escluso per condurre chi legge anche al gioco dell\'intuizione. Non solo, lo svolgimento non cerca mai di deviare l\'attenzione, spostare, ingannare l\'occhio e l\'orecchio, semplicemente toglie baricentro fluttuando frasi attorno ad ignoto punto gravitazionale. E\' gioco di pura accademia perche\' il soggetto non e\' importante, e\' importante cio\' che sta attorno ad esso e indovinare cio\' di che si sta parlando, ammesso che abbia senso comunque farlo, e\' qualcosa ricavabile dalle parole, e\' qualcosa che si puo\' evincere dal testo solitamente annesso che a sua volta fa riferimento a un libro, un film, sovente a una canzone, canzone che puo\' esser questa si\' una chiave di lettura da intendersi nel complesso del brano, non solo limitandosi alla citazione che talvolta puo\' anche avere poco a che fare con quanto scritto. Ha molto a che fare invece la ritmica, l\'energia, la melodia, l\'arrangiamento, a volte anche il contesto nel quale questa canzone viene usata, fino al titolo gestito come ulteriore suggerimento o suggerimento del suggerimento, per dare quindi piu\' comprensione al brano in referenzialita\' circolare. In realta\' ripeto, e\' solo un gioco. Non c\'e\' un senso obbligatorio o necessario se non il puro sfizio di ricavare un qualcosa che comunque anche una volta indovinato non da\' e non toglie nulla a cio\' a cui e\' legato. In conclusione nessun mistero, forse un piccolo sforzo per andare oltre lo sguardo ma se ci si vuole fermare prima, che prima sia; in fondo e\' sufficiente sentire, basta farsi vicini e almeno un po\' scaldarsi a vicenda.

Oggetti

Piccoli incidenti di percorso

Luoghi

Ricordo, mi sembra di ricordare poi decido che questi luoghi restino immagini non mie

Alberi

La natura e\' molto meno natura di quanto sembra

Cielo

Il cielo ha un suo peso specifico ben definito e non trascurabile

Strade

Le strade non esistono. Le inventiamo noi di volta in volta per non restare intrappolati in noi stessi.

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